BLOB 2.0 – Ep.01 Terrestri

Nasce BLOB 2.0 YEEEEEE!! ^^ È Un nuovo progetto che spero di riuscire a portare avanti. Un po come il programma Blob della RAI fa con gli orrori che la tv trasmette, ho pensato di fare la stessa cosa con gli orrori che vedo su YouTube. In questo primo episodio mi concentro su una categoria particolare di utenti youtube: I terrestri O_O
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Io Ho Visto

Roma – 07 Maggio 2016
Ieri notte alle ore 20:30-21:00 mi stavo facendo una passeggiata con un amico al laghetto dell’EUR quando sentiamo delle urla provenienti dall’entrata della metro (fermata Palasport). Ci avviciniamo e vediamo un ragazzo (25-30 anni) che urlava in russo ad un gruppo di ragazzi (italiani). Ce l’aveva in particolare con uno di loro che lo prendeva in giro e scappava. Lui cercava di prenderlo ma non ci riusciva. Il gruppo di ragazzi (femmine e maschi) ha un comportamento strano però: non avevano paura della situazione e non se ne andavano, anzi, sia i ragazzi che le ragazze del gruppo lo stuzzicavano e poi scappavano quando gli si avvicinava. Il ragazzo russo inciampa e cade. Il gruppetto approfitta. Lo massacrano di calci e pugni in testa. Il ragazzo rimane a terra, forse è svenuto. Avevo in mano la reflex con obiettivo tele e anche la possibilità di registrare il video, ma non ce l’ho fatta perché mi si è gelato il sangue. L’unica cosa che ho fatto è stato urlare a queste bestie. “Ma che cazzo avete fatto, chiamate l’ambulanza” Uno di loro mi risponde: “Ma state zitto, la fregna de tu madre, no l’ambulanza”. Il ragazzo è a terra. Ci saranno state come minimo un centinaio di persone che vedevano la scena. Nessuno soccorre. Dopo un paio di minuti il ragazzo si alza e a fatica si allontana.
Arriva la polizia. Prendono il ragazzo. Mi avvicino. Aveva la faccia gonfia e il sangue che gli usciava dal taglio sull’osso nasale. Lo mettono seduto per terra. Un poliziotto donna (sulla cinquantina) che sembrava la kapò uscita fuori dal film “Pasqualino Settebellezze” gli urlava: “QUI SIAMO IN ITALIA, DEVI PARLARE IN ITALIANO” e stavamo in pubblico. Pensa cosa avrebbe fatto se non vedeva nessuno. Ma io ho visto. Le dico di non trattarlo così perché non ha fatto male a nessuno. Vengo circondato. La kapò mi fa: “E tu chi sei? svuota lo zaino!” Sembravano come alterati che qualcuno testimoniasse. Mi volevano allontanare. Poi mi prendono i documenti. Cerco di stare vicino al ragazzo ferito perché sento che se mi allontano gli potrebbero fare di tutto. Sicuramente chi ha chiamato la polizia gli ha detto che c’è uno straniero che vuole ammazzare tutti. Per fortuna un paio di poliziotti con un minimo di umanità c’erano e mi hanno ascoltato. Il loro comportamento diventa leggermente meno severo. Ma avevano sempre il dubbio perché essendo anch’io straniero, pensavano che lo stessi diffendendo perché lo conoscessi. E poi ero stranamente l’unico a testimoniare. C’erano come minimo un centinaio di persone che avevano visto tutto ma [accentosiciliano:ON] nessuno disse una parola [accentosiciliano:OFF]. Tra l’altro il tutto è successo davanti alla metro. Il personale atac e i parà armati hanno visto tutto. Potevano benissimo chiedere a loro com’erano andate le cose. Ma si vede che quando si tratta di stranieri la procedura da eseguire sia diversa (si sa già tutto – non servono testimonianze). Le telecamere della metro però hanno registrato tutto. Ma chi perderà mai tempo a vedere le registrazioni per difendere un poveraccio immigrato?

Il padrone fa credere allo schiavo di essere libero (vedi schiavo, sei tu che decidi tutto votando). Se c’è qualcosa che non va schiavo, è tutta colpa dei più deboli. Gli stranieri e i poveri non vengono più visti come esseri umani. Chi ha pianificato tutto questo ora sorride vedendoci in questo stato. La gente che ho intorno mi dice: “ma che voi cambia’ il mondo?”; “ma che te frega de’ ‘l’artri, devi pensa’ solo a te stesso”; “ma ‘o voi capì che l’uomo è cattivo?”; “il tempo è denaro, non perdere tempo co’ ‘ste cazzate”; “ma perché perdi tempo a legge’ cosa hanno detto questi vecchi morti migliaia di anni fa?” Lo schiavo dice quello che gli ha insegnato il padrone. L’ipnosi è totale.

ALBANIA 1980 – 90 – VOL.1

I decided to make this short film after finding some beautiful photos taken by the french photographer Michel Setboun in Albania during the regime era (before the 90s) I divided the video in a few mini segments which show different aspects of life during those years. I used mostly a traditonal southern-Albanian music called “kabà”. Which is an instrumental, improvised and melancholic style of an ensemble-driven by a clarinet.

I also thank Erik Stewart, Peuplier and Maverick12 for their photos.
For more photos of this kind, visit the flickr group Albanian Old Photos