Oreste il Gigante

Sant’Oreste è un peasino sopra una montagna molto singolare: Monte Soratte.


Questa montagna è singolare perché è isolata dalle altre montagne. Come un’isola in mezzo al oceano è visibile ovunuque nel nord del Lazio.

Ultimamente avevo sentito di una teoria che dice che la Terra prima era coperta da flora e fauna gigantesca e che quelli che oggi chiamiamo alberi, in confronto ad allora sono come l’erba.
Molte montagne assomigliano a dei tronchi d’alberi tagliati

Di certo non possiamo aspettarci che Superquark e Geo and Geo ci dicano la verità. Come Youtube o Google che censurano siti come questo dai motori di ricerca, anche loro sono in mano ai dittatori che tengono l’umanità prigioniera.
In realtà il male che vediamo oggi è causato dalle nostre scelte individuali. Abbiamo scelto di non curarci più ultimamente ed il risultato di questa noncuranza sono i mostri che vediamo intorno a noi che piano piano (come lo sporco) invade sempre di più la nostra vita.
Come la presenza della puzza indica che uno non si è lavato da molto tempo, allo stesso modo anche i draghi, mentana e i paolofox che vediamo intorno a noi sono segni che indicano che abbiamo sbagliato qualcosa e che è tempo di fare le pulizie.

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Liberazione

Succedono cose strane ai Castelli Romani. Vicino a Rocca di Papa c’è un punto dove gli oggetti invece di scendere, salgono. Gli esperti però ci assicurano che è un’illusione ottica.. ah beh allora.. se lo dicono loro..


Si parte dai 333m di Velletri per salire fino a 900m. Tutto semplice sulla carta..
L’intenzione era di salire subito a 900m e poi scendere piano piano verso il primo dei laghi: Nemi. Gli ultimi 200m di salita erano estremamente difficili perché ero su un tracciato poco battuto, completamente coperto di vegetazione. A volte per avanzare ho strisciato come il tipo del film Shawshank Redemption che fugge dal carcere dai tubi della fognatura. Non so come, ma riesco a raggiungere la punta. Scendo verso Nemi (invasa purtroppo dai turisti) per fortuna ho la Go Pro e posso sfogarmi ed evitare così di vomitargli addosso. Riprendo la famosa Via Francigena che mi porta ad Ariccia, dove gli zombie vengono a mangiare la porchetta.. bel posto se non fosse per l’architettura massonica i cannoni per ricordare le pecore sacrificate in nome del terrore.. utilissimo per creare coesione e obbedienza delle pecore. Oggi infatti alle pecore gli danno un giorno libero per festeggiare la “liberazione”.
Per fortuna Albano è attaccato ad Ariccia, li prendo il treno che mi porta a Rebibbia.. ho vomitato abbastanza per oggi.

Bouali

Il lago di Vico come si può vedere dalla mappa, è di origine “vulcanica”, come ci dicono gli esperti.


Il posto era bellissimo e bbastanza pulito. Ho incontrato tanta bella gente che non potrò farvi vedere perché mi sono scordato di registrare. A fine giornata incontro Bouali. Con Amerigo lo avevamo incontrato in Via Veneto a Roma. A me spezzava il cuore. A via Veneto non si trovava per spendere i suoi milioni, ma per chiedere qualche spiccio. Mi disse che aveva avuto un incidente grave quando era giovane tanti anni fa e non può lavorare. Ha una casetta vicino Viterbo, però non può starci perché gli danno solo 250 euro per l’invalidità (il costo di una mattonella in una delle ville di Berlusconi) ed è costretto a stare più a Roma (Caritas) dove può mangiare e dormire. Per molta gente queste sono storie noiose e pensano che non le riguardano.. ne parliamo fra pochi anni quando non avrete più l’appoggio che avete ora e i lupi avranno alzato ancora di più la temperatura della pentola nella quale bollite piano piano.

ALBANIA 1980 – 90 – VOL.4

Fotografi të rralla të Shqipërisë së viteve 80 – 90 (volumi i katërt). Fotografë: Ferdinando Scianna, Nikos Economopoulos, Martin Parr, Giovanni Visetti, Hans Birger Nilsen, René Guérineau, Antony, Bryer, Josef Koudelka, Luca Turi.

(EN) For more photos of this kind, and contribute for the next video, visit the flickr group Albanian Old Photos: https://www.flickr.com/groups/albania…

Music:
1. Sazet Popullore – Valle e Dhëndrit;
2. Ansambli Çerçiz Topulli – Kaba me klarinet (Gjirokastër 1986);
3. Grupi i Tepelenës – Kënga e Nënës

STREETMAME 04 Uomo Ragno

I 16 giorni che sconvolssero Roma. La capitale ha avuto la fortuna di essere visitata dal Maestro Amerigo Mancini. Dal 23 giugno all’8 luglio del 2016 la struttura atomica, spirituale, spaziotemporale della città e dei suoi abitanti è stata sconvolta e instantentizzata dal Maestro in persona. Nulla sarà più come prima. Ho cercato di documentare l’evento con le mie telecamere. Ammetto, non è stato facile stare vicino al Maestro per tutto questo tempo. È un po come stare vicini al sole: ti puoi illuminare meglio ma il rischio di essere accecati e travolti dalla sua energia è altissimo. Abbiamo viaggiato in lungo e in largo per Roma grazie agli efficientissimi servizi pubblici del Comune di Roma (in poche parole, lunghe camminate); Abbiamo visitato tanti luoghi interessanti e incontrato tanta gente. Abbiamo respirato tanto CO2, salvato Mogadiscio, aggiustato il flauto di Bernard, fermato la metro A per 15 minuti, recitato teatro con due sconosciuti, incontrato un mercenario ceco, salutato Silvano Agosti, ci siamo fatti raccontare una poesia per SOLO UNA MONETINA dal poeta Nicolino Pompa, filmato una rana alle 2 del mattino, suonato Amelie per calmare uno in divisa (non ha funzionato), studiato il comportamento notturno dei gabbiani, rischiato la vita servendoci degli autobus notturni, trascritto una frase da un libro di Engels nella biblioteca nazionale e poi lasciato ad una sconosciuta (che ha riso), parlato di felicità dentro una 500 sportiva con il cognato di un certo Pino, regalato 1 euro ai pesci di Ostia, conosciuto una bilancia, portato una zanzariera a Trastevere, preso un didgeridoo da Trastevere, conosciuto due spagnole, un marocchino, due americane e un ologramma.

Giorno 04 – 08:

STREETMAME 03 Viva Lenin!

I 16 giorni che sconvolssero Roma. La capitale ha avuto la fortuna di essere visitata dal Maestro Amerigo Mancini. Dal 23 giugno all’8 luglio del 2016 la struttura atomica, spirituale, spaziotemporale della città e dei suoi abitanti è stata sconvolta e instantentizzata dal Maestro in persona. Nulla sarà più come prima. Ho cercato di documentare l’evento con le mie telecamere. Ammetto, non è stato facile stare vicino al Maestro per tutto questo tempo. È un po come stare vicini al sole: ti puoi illuminare meglio ma il rischio di essere accecati e travolti dalla sua energia è altissimo. Abbiamo viaggiato in lungo e in largo per Roma grazie agli efficientissimi servizi pubblici del Comune di Roma (in poche parole, lunghe camminate); Abbiamo visitato tanti luoghi interessanti e incontrato tanta gente. Abbiamo respirato tanto CO2, salvato Mogadiscio, aggiustato il flauto di Bernard, fermato la metro A per 15 minuti, recitato teatro con due sconosciuti, incontrato un mercenario ceco, salutato Silvano Agosti, ci siamo fatti raccontare una poesia per SOLO UNA MONETINA dal poeta Nicolino Pompa, filmato una rana alle 2 del mattino, suonato Amelie per calmare uno in divisa (non ha funzionato), studiato il comportamento notturno dei gabbiani, rischiato la vita servendoci degli autobus notturni, trascritto una frase da un libro di Engels nella biblioteca nazionale e poi lasciato ad una sconosciuta (che ha riso), parlato di felicità dentro una 500 sportiva con il cognato di un certo Pino, regalato 1 euro ai pesci di Ostia, conosciuto una bilancia, portato una zanzariera a Trastevere, preso un didgeridoo da Trastevere, conosciuto due spagnole, un marocchino, due americane e un ologramma.

Giorno 03:

STREETMAME 08 Ubriacante

I 16 giorni che sconvolssero Roma. La capitale ha avuto la fortuna di essere visitata dal Maestro Amerigo Mancini. Dal 23 giugno all’8 luglio del 2016 la struttura atomica, spirituale, spaziotemporale della città e dei suoi abitanti è stata sconvolta e instantentizzata dal Maestro in persona. Nulla sarà più come prima. Ho cercato di documentare l’evento con le mie telecamere. Ammetto, non è stato facile stare vicino al Maestro per tutto questo tempo. È un po come stare vicini al sole: ti puoi illuminare meglio ma il rischio di essere accecati e travolti dalla sua energia è altissimo. Abbiamo viaggiato in lungo e in largo per Roma grazie agli efficientissimi servizi pubblici del Comune di Roma (in poche parole, lunghe camminate); Abbiamo visitato tanti luoghi interessanti e incontrato tanta gente. Abbiamo respirato tanto CO2, salvato Mogadiscio, aggiustato il flauto di Bernard, fermato la metro A per 15 minuti, recitato teatro con due sconosciuti, incontrato un mercenario ceco, salutato Silvano Agosti, ci siamo fatti raccontare una poesia per SOLO UNA MONETINA dal poeta Nicolino Pompa, filmato una rana alle 2 del mattino, suonato Amelie per calmare uno in divisa (non ha funzionato), studiato il comportamento notturno dei gabbiani, rischiato la vita servendoci degli autobus notturni, trascritto una frase da un libro di Engels nella biblioteca nazionale e poi lasciato ad una sconosciuta (che ha riso), parlato di felicità dentro una 500 sportiva con il cognato di un certo Pino, regalato 1 euro ai pesci di Ostia, conosciuto una bilancia, portato una zanzariera a Trastevere, preso un didgeridoo da Trastevere, conosciuto due spagnole, un marocchino, due americane e un ologramma.

Giorno 16: